venerdì 22 novembre 2013

Anche i VIP svapano !!!

Sono tanti i personaggi famosi che usano la sigaretta elettronica :









 Costantino Vitagliano   Emanuele Filiberto




Sergio Marchionne



 Katy Perry 


Andrea Camilleri 



Jack Nicholson 




 Leonardo di Caprio  




 Enrico Ruggieri 


Jhonny Deep




 Kethrine Zeta Jones 
     Lapo Elkann 
 Luca Argentero 


 Morgan    Vasco Rossi 


 Roberto Cavalli 



 
 Ronnie Wood 

giovedì 21 novembre 2013

Se proprio non riesco a farne a meno meglio una sigaretta elettronica.


Il Pre­si­dente dell 'AIPO (Asso­cia­zione Ita­liana Pneu­mo­logi Ospe­da­lieri) Prof. Andrea Rossi, Diret­tore della Pneu­mo­lo­gia dell’AOUI di Verona.




Si stima che ancor oggi il 20-25 per cento della popolazione italiana sia dipendente dalla nicotina, con le donne fumatrici che hanno raggiunto gli uomini. 
Cosa pensa della sigaretta elettronica? 
«A livello scientifico non sappiamo nulla di questo presidio, non ci sono studi sulla sua presunta tossicità tuttavia mi associo a chi sostiene che la e-cig possa essere meno pericolosa della sigaretta, sempre più killer. 
Le sigarette senza filtro che andavano per la maggiore nel recente passato provocavano il cancro prevalentemente in gola; quelle di oggi con il filtro, invece, fanno sviluppare il tumore più in periferia e la diagnosi, di conseguenza, spesso è tardiva. Se proprio non riesco a farne a meno, insomma, meglio una sigaretta elettronica».



Robert West, professore di psicologia della salute e direttore del centro studi sul tabacco al Cancer Research britannico.


"Le sigarette uccidono 5,4 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo e il passaggio alle sigarette elettroniche potrebbe salvare milioni di vite". 
Sebbene le e-cig contengano alcune sostanze nocive, sono comunque ben 450 volte inferiori rispetto a quelle contenute nelle sigarette tradizionali.



Deborah Arnott, direttore generale dell'associazione contro il fumo Ash


"Le e-cigarettes sono un passo un avanti per la salute pubblica, servono in due casi su tre per smettere di fumare tabacco, ma serve una regolamentazione accompagnata da attenti studi sulla pericolosita' di questi nuovi prodotti".



lunedì 11 novembre 2013

Sigaretta elettronica cancellato il divieto.






Con il decreto Istruzione, convertito in legge nei giorni scorsi, è infatti stato cancellato il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, introdotto a Giugno con il decreto Iva-Lavoro. 
In virtù dell'emendamento "4.25" presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (Pdl) e approvato dai deputati il 23 ottobre scorso, è stata stralciata l'ultima parte del comma 10-bis dell'articolo 51 della legge Sirchia (introdotto appunto con il dl Iva-Lavoro), con la quale erano state applicate alle sigarette elettroniche le norme "in materia di tutela della salute dei non fumatori" previste per i tabacchi.

L'e-cig rimane invece vietata nelle scuole, in virtù della norma introdotta dallo stesso decreto Istruzione.

venerdì 8 novembre 2013

LA JTi LANCIA PLOOM

La Japan Tobacco InternationalJTi )lancia Ploom, nuovo dispositivo pensato per chi è in cerca di nuovi modi di apprezzare il tabacco. Ploom si differenzia sia dalle sigarette elettroniche sia dalle sigarette tradizionali. Si tratta di un prodotto alternativo, un vaporizzatore tascabile ricaricabile con capsule di alluminio contenenti tabacco chiamate 'Vapods' e disponibili in miscele di diverse varietà. Il dispositivo compie un'azione di riscaldamento del tabacco fino alla temperatura necessaria per vaporizzare gli aromi contenuti nelle Vapods. Il dispositivo funziona attraverso una batteria presente al suo interno, ricaricabile tramite cavo Usb in dotazione.
"Ploom è un dispositivo davvero rivoluzionario -dice PierCarlo Alessiani, presidente e amministratore delegato di JTI Italia- Grazie a una tecnologia rivoluzionaria, Ploom non brucia il tabacco, ma lo riscalda permettendo di assaporare il gusto pieno e intenso della miscela scelta. Siamo molto orgogliosi di poter presentare oggi questo prodotto unico ed esclusivo, in quanto l'Italia è il secondo Paese europeo, dopo l'Austria, dove il dispositivo è acquistabile sul mercato".
Il prodotto è stato creato originariamente a San Francisco, California, da due studenti dell'Università di Stanford. Dal suo lancio negli Stati Uniti, fa sapere JTI, Ploom ha segnato una svolta nel mercato tradizionale del tabacco.


Ho raccolto in giro alcuni commenti di chi 
conosce Ploom 


Kikka scrive:
E’ il metodo usato in California per assumere la Cannabis terapeutica.
Si diffonderà solo tra i dediti a questa pratica…
Viaggiate gente, ma non con la marjuana, viaggiate davvero!!!!
CarloFix scrive:
Dura pochissimo, nel senso che una cartuccia è sufficente per fare giusto una decina di boccate. Si avverte una leggerissima sensazione di sapore di tabacco.
La conseguenza inevitabile??? Fumare, Fumare, Fumare!!!!!!
sono
davvero furbi questi signori della JTi
Francesco scrive:
Purtroppo non si tratta di un articolo nuovo ma di un sistema che è nato prima della sigaretta elettronica…non è un vaporizzatore ma solo una resistenza che scalda il tabacco trinciato(in capsule o direttamente pressato) eliminando quindi la combustione della carta ma non del tabacco che continua ad avere sostanze nocive e cancerogene .
E’ un prodotto che non ha preso piede anni fa perchè entrarono in campo le e-cig o vaporizzatori o sigarette elettroniche (chiamatele come volete) .
Non hanno attecchito nel mercato è solo un modo di dire, in realtà il dri-herb (che oggi si chiama Ploom) viene utilizzato per fumarci la marijuana.
Sono molto colpito dal comportamento di tante testate giornalistiche, serve delle lobby che prima mettono l’accento su la possibile nocività delle E-cig … nonostante diversi studi italiani ed esteri che smentiscono , proponendo articoli scandalosi e privi di senso
, poi invece propongono positivamente un prodotto che continua ad essere cancerogeno senza bisogno di fare test, solo per continuare a dirottare l’opinione pubblica sulle casse dell’erario, delle lobby e di qualche pagliaccio che stento a chiamare politico.
L’unica cosa che mi conforta è che sono certo che tutto questo finirà… gli Italiani non sono scemi, hanno solo bisogno di tempo!
Dignità…questa manca di sicuro!!!.
ecosmokers scrive:
Ma possibile che i giornali pubblicizzano una sorta di pipa elettronica per assumere droga?
Ma prima di pubblicare certi articoli perchè non si documentano per bene?

Ho letto articoli sui liquidi per sigaretta elettronica che hanno rovinato un settore senza nemmeno sapere di cosa si tratta,con pareri favorevoli di illustri Dottori come il Dott.Umberto Veronesi o il Dott.Riccardo Polosa e voi state qua a parlare di evoluzione ? Magari scrivete anche..Fumate piano la droga uccide ! Certo che fare i giornalisti al giorno d’oggi è proprio semplice.

Concludendo: meglio la sigaretta elettronica.


giovedì 7 novembre 2013

Le Iene ti dicono cosa c’è nel vapore della sigaretta elettronica


Le Iene ed il vapore dell' ecig


LA COMUNITÀ SCIENTIFICA DIVISA – «La comunità scientifica si è divisa in due gruppi, nettamente distinti, tra chi, come Veronesi sostiene che ‘la sigaretta elettronica è assolutamente innocua, soprattutto senza nicotina’ e chi, come il dottor Garattini dell’Istituto Mario Negri di Milano, dice fermamente no». E il web non ha certamente aiutato i consumatori a farsi un’idea chiara. In Rete sono infatti spuntate associazioni di commercianti, lobby di settore e pagine favorevoli e contrarie alla sigaretta tecnologica. A pagare le spese del caos sono soprattutto i negozianti che hanno investito i loro risparmi per aprire i nuovi negozi, molti dei quali, intervistati dalle Iene, si dicono prossimi alla chiusura.

                           

L’ALLARME DI GIUGNO - Nel mirino dei critici, spiegano Le Iene, ci sono soprattutto i liquidi per le sigarette, venduti in boccette, che, dopo aver ‘svaporato’, restano nei polmoni. Sono disponibili con o senza nicotina e circa una cinquantina di essi sono stati analizzati pochi mesi fa dalla rivista Il Salvagente. Il numero di giugno è uscito in edicola con un titolo inequivocabile: «Veleni incontrollati. Piombo, cadmio, arsenico. Ecco quello che abbiamo trovato nei liquidi per sigaretta elettronica».
LA SMENTITA - Oggi gli stessi autori dello studio per il Savagente alle telecamere di Italiauno smentiscono l’allarme  lanciato in estate e chiariscono: «Il nostro (lavoro, nda) è stato semplicemente fare un report tecnico di questi inquinanti presenti. Se poi sui giornali hanno voluto interpretare in questa maniera, noi non abbiamo mai detto nulla del genere. Questi campioni, diciamo anomali, erano sprovvisti di certificazione… E di una banale indicazione relativa alla composizione».
LE NUOVE ANALISI – Per fare del tutto luce sul caso le Iene hanno, dunque, avviato nuove analisi. «Su 50 campioni analizzati, 6 – spiega Viviani nel servizio ricordando i test pubblicati dal Salvagente – contenevano concentrazioni elevate di metalli pesanti, ma guardacaso quei sei erano sprovvisti di certificazione ed elenco degli ingredienti. La settimana passata siamo andati a farci un giro per i negozi e per essere sinceri qui a Milano prodotti del genere non ne abbiamo trovati. Le marche più vendute sono 4 o 5 e con quelle siamo andati al reparto di Tossicologia forense di Milano».
I NUOVI RISULTATI – Il dottor Domenico Di Candia, quindi, rivela:  «Non sono state rilevate quantità significative di nessun metallo tali da essere considerate tossiche per l’organismo umano». Ciò vuol dire che nei liquidi ci sono metalli pesanti, ma in una concentrazione talmente bassa da essere praticamente innocua. Stesso esito per il liquido contenente nicotina: ci sono – dicono gli esperti -  delle contrindicazioni dovute all’utilizzo di una sostanza come la nicotina, ma in ogni caso nulla di paragonabile alla sigaretta. Spiega ancora il dott. Di Candia: «Fumando questo preparato noi andiamo ad inalare solo due composti invece che le 700 e più sostanze che derivano dalla combustione di una sigaretta».
L’unica sostanza dannosa – ribadisce – può essere la nicotina contenuta in alcuni liquidi, presente comunque in quantità molto inferiori rispetto alle tradizionali bionde.

mercoledì 6 novembre 2013

La sigaretta elettronica promossa dall'Ieo "Salva 30mila persone l'anno"


(AGI) - Milano, 6 nov. - Dopo 6 mesi chi usa la sigaretta elettronica smette di fumare nel 60% dei casi, contro la meta', il 32%, di chi non la utilizza. E' uno dei dati emersi dallo studio pilota promosso da Ieo, che ha coinvolto l'Ospedale San Raffaele e il Centro Cardiologico Monzino. I risultati sono stati presentati questa mattina dal direttore scientifico Umberto Veronesi e dal direttore di Cardiologia, Carlo Cipolla.
  L'obiettivo dello studio, nel quale sono stati arruolati 65 pazienti, e' stato testare l'utilita' della sigaretta senza tabacco e senza nicotina in pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni.
  "La sigaretta senza tabacco - ha osservato Veronesi - per noi che da sempre facciamo una battaglia al tumore polmonare, e' apparsa come un miraggio. Per questo abbiamo pensato fosse importante fare uno studio e oggi possiamo dire che i risultati sono incoraggianti", tanto che e' gia' pronto un secondo studio su piu' vasta scala. Dai primi dati emerge che "anche chi non riesce a smettere - ha detto Cipolla - riduce drasticamente il numero di sigarette fumate, meno 10, mentre chi non la usa riduce in maniera inferiore (circa 6). Il 60% dei pazienti da' un buon giudizio sulla sigaretta senza tabacco e l'80% la giudica un buon modo per ridurre il numero di sigarette fumate.
  Sulla base di questi dati riteniamo che sarebbe delittuoso non continuare a studiare uno dei pochissimi mezzi che abbiamo trovato contro il piu' potente killer conosciuto". Veronesi ha parole dure nei confronti dello Stato che "attraverso il monopolio sui pacchetti di sigarette, lucra su questa tragedia invece di combatterla con ogni mezzo che la ricerca scientifica mette a disposizione". "Dopo anni di equivoci scientifici, oggi vi e' consenso sul definire il fumo di sigaretta non un "vizio", bensi' una malattia specifica, la dipendenza, che non puo' essere trattata come le altre - dichiara Carlo Cipolla, Direttore della Divisione di Cardiologia - E' certo che nessun intervento di disassuefazione, sigaretta senza tabacco compresa, puo' funzionare da solo", "ma deve necessariamente essere parte di un percorso multidisciplinare, che duri nel tempo e che richieda l'intervento di piu' attori intorno al fumatore, il suo medico innanzitutto. In un contesto dove la lotta al fumo e' negletta, e i risultati ottenuti molto scarsi, non possiamo rischiare di oscurare il potenziale della sigaretta senza tabacco che potrebbe al contrario rivelarsi di grande efficacia". Certo c'e' ancora molta strada da fare, anche perche' "a oggi non abbiamo la certezza che sia un metodo anti fumo" interviene Gabriella Pravettoni, Direttore dell'Unita' di Ricerca Applicata in Psicologia, che sottolinea l'importanza di evitare che la sigaretta elettronica crei comunque una dipendenza. "Non c'e' ancora evidenza scientifica circa la sua efficacia nella disassuefazione nel lungo termine. I dubbi in questo senso sono molto profondi. Quello piu' diffuso e' legato al principio della psicologia che afferma che cio' che non viene elaborato, tende ad essere ripetuto". Per questo e' stato messo a punto un nuovo studio clinico che dovrebbe dare risposte scientifiche piu' sicure. "Abbiamo pensato di reclutare i volontari per il nuovo studio fra i partecipanti al nostro programma di screening del tumore del polmone (Cosmos): in totale, ad oggi, 11.200 forti fumatori di piu' di cinquant'anni. - conclude Giulia Veronesi, Direttore dell'Unita' Prevenzione e Diagnosi Precoce del Tumore del Polmone - Verranno arruolati 200 fumatori che saranno seguiti per 6 mesi, valutati dopo 1 anno e poi monitorati a lungo termine, fino a 5 anni. Questa possibilita' di osservazione prolungata e costante rende unico il nostro studio a livello internazionale. Fino ad ora abbiamo osservato che il fatto di partecipare ad un programma di screening ha un impatto ancora lieve sulla disassuefazione: il tasso di sospensione del fumo e' dell'8% in 5 anni".

martedì 5 novembre 2013

Fumo, Veronesi contro il governo: "Boicotta le sigarette elettroniche"

Veronesi contro il governo: "Boicotta le sigarette elettroniche"

 "Sulla sigaretta elettronica, il governo rema contro". Umberto Veronesi torna a criticare la tassazione decisa dal governo sulle sigarette elettroniche, ribadendo la sua opinione secondo la quale la e-cigarette rappresenterebbe per molte persone una possibilità per smettere di fumare o per lo meno ridurre il numero delle sigarette con tabacco, che rappresentano la prima causa del carcinoma polmonare.




Veronesi ha parlato a Milano a margine di un incontro all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) in cui sono stati presentati i risultati di uno studio pilota sulla sigaretta elettronica: "Ho incontrato il ministro Lorenzin, entusiasta della e-cig, qualche giorno fa - ha detto l'oncologo - e le ho chiesto di impegnarsi a diffondere questa sigaretta."

"La moda della e-cig -  ha osservato Veronesi rispondendo a una domanda - si è ultimamente sgonfiata e molti negozi hanno chiuso perché il governo 'rema contro' e, avendo introdotto una tassazione del 58%, ha fatto sparire molti produttori. Certo, lo Stato ci guadagna di più con le sigarette tradizionali, senza pensare però che ogni anno spende tre miliardi di euro per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo".


Secondo Veronesi, "la sigaretta elettronica non è cancerogena" e sarebbe bene venisse chiamata sigaretta "senza tabacco". Infatti, ha detto l'oncologo a SkyTg24, "non c'è combustione di carta e tabacco", che libera 13 composti cancerogeni. Per questo, "possiamo dire che la sigaretta elettronica non è cancerogena". A parere dello scienziato,

bisognerebbe diffondere fra i fumatori una e-cig, certamente super controllata nei suoi parametri principali, al punto da ipotizzare distributori automatici di 'tabacco-free-cigarette'.
05/11/2013

«La sigaretta elettronica non è cancerogena»


«La sigaretta elettronica non è cancerogena». È quanto affermato dall’oncologo Umberto Veronesi, che questa mattina è intervenuto in diretta su RaiNews24 inaugurando la «maratona» delle reti Rai per la Giornata per la ricerca sul cancro. Parlando della lotta contro il cancro, Veronesi si è detto «ottimista» e si aspetta ancora «grandi progressi» dalla medicina.





«CHIAMATELA SIGARETTA SENZA TABACCO» - L’oncologo ha parlato anche della sigaretta elettronica: per Veronesi la e-cig dovrebbe essere chiamata sigaretta «senza tabacco» perché, come ha spiegato lui stesso, «non c’è combustione di carta e tabacco», un processo che libera 13 composti cancerogeni. Per questo, spiega l’oncologo, possiamo dire che la sigaretta elettronica «non è cancerogena». Per Veronesi, comunque, «occorrono ulteriori studi per capire se aiuta a smettere». Domani l’oncologo sarà presente a Milano per presentare due ricerche contro i tumori: si tratta, rispettivamente, di uno studio pilota che ha visto l’Istituto Europeo di Oncologia collaborare con il Centro cardiologico Monzino e il San Raffaele di Milano, e di un ampio studio clinico dell’Ieo sui pazienti che si rivolgono all’istituto per la diagnosi precoce. 
04/11/2013

giovedì 31 ottobre 2013

La sigaretta elettronica: "Porta d'uscita dal fumo convenzionale"
























La Lega Italiana Anti Fumo (LIAF) ha partecipato al primo appuntamento istituzionale sulla sigaretta elettronica che si è svolto il 29 ottobre presso la Sala del Cenacolo del Complesso della Camera dei Deputati di Vicolo Valdina, a Roma. 
Un momento di confronto e dibattito organizzato da Anafe-Confindustria in collaborazione con Fiesel-Confesercenti (le due principali associazioni di categoria che riuniscono i produttori e gli esercenti di sigarette e liquidi per sigarette elettroniche) che ha visto la partecipazione di Governo, Parlamento, Istituzioni e Associazioni di categoria durante il quale si è discusso della regolamentazione e della tassazione della sigaretta elettronica in seguito alla normativa
introdotta a giugno di quest’anno.
Tra i relatori Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria, e Massimiliano Federici, per Fiesel Confesercenti. Presenti, per il Ministero della Salute, il Direttore Generale della Prevenzione, Carlo Ruocco e per l’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità, Roberta Pacifici.
Un lungo applauso ha accompagnato e seguito l'atteso intervento del direttore scientifico di LIAF, il Prof. Riccardo Polosa: “Nel 2012 si è registrata una riduzione dei consumi del tabacco mai vista in tutta la storia della lotta al tabagismo in Italia. Questa riduzione è da imputare alla ampia diffusione della sigaretta elettronica in Italia”.
Polosa si è poi rivolto a quanti demonizzano la diffusione di questo sostituto delle “bionde” ricordando che: “La sigaretta elettronica non è una porta d'entrata al fumo convenzionale, ma una porta d'uscita”.
Ed è solo verificando e assimilando le sempre più numerose evidenze scientifiche a favore di questi prodotti che il legislatore dovrebbe muovere il suo intento: “La normativa che si intende costruire deve ispirarsi rigorosamente a dati scientifici e non ad opinioni personali – ha continuato il Prof. Polosa – il divieto nei luoghi pubblici, se necessario, può anche essere accettato, ma non si può permettere di ostacolare il processo di evoluzione di un prodotto che se di qualità può risultare utile per la salute pubblica”.
Ricordiamo che con la Legge 99/2013 - contenente raccomandazioni sulla regolamentazione della sigaretta elettronica - oltre all’IVA, su questi prodotti graverà una pesantissima accisa del 58.5%. Un aumento che sta determinando una profonda crisi del settore, con un calo del 50% sui consumi e un impatto disastroso sul mercato, sulla filiera produttiva, e soprattutto sulla salute dei cittadini. E' quanto infatti hanno ricordato due rappresentanti del mondo della sigaretta elettronica, l'avv. Filippo Fioretti, di Simmons & Simmons, e Massimiliano Begotti, di LIFE, Lega Italiana Fumo Elettronico.
A tal proposito, all'incontro sono intervenuti diversi esponenti del Governo, che si sono concentrati sulla crisi del settore e sul modo migliore di trovare una soluzione soprattutto nell'intento di tutelare la salute e il diritto dei fumatori che vogliono smettere di farlo. Tra questi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan, l'on. Fabio Lavagno (SEL), l’On. Aris Prodani (Movimento 5 Stelle) e l’On. Ignazio Abrignani (Vicepresidente X Commissione Attività Produttive, PDL).
La politica fiscale italiana, infatti, si pone in netto contrasto con l’articolo 32 che recita «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività» in quanto - per via della accisa del 58.5% - il prodotto digitale risulterà così poco competitivo rispetto alle “bionde” da scoraggiare molti fumatori che pensavano di affrancarsi dal fumo di tabacco e di migliorare il loro stato di salute in questa maniera.
Ogni fumatore in più che viene scoraggiato a smettere di fumare tabacco costerà alla sanità pubblica perché ha una più alta propensione alla malattia fumo-correlata.
In conclusione, i rappresentanti istituzionali e le associazioni intervenuti ieri si sono chiesti se la decisione del governo rispecchia davvero gli interessi della salute pubblica dato che, come dimostrano i risultati diffusi dalle numerose ricerche scientifiche, è stato dimostrato che la sigaretta elettronica è uno dei metodi al momento più popolari ed efficaci per smettere di fumare. L’intento a questo punto è quello di cercare di emendare in tempo la Legge 99/2013 con proposte coerenti e in linea con le evidenze della letteratura scientifica. 

  30/10/2013




mercoledì 30 ottobre 2013

La sigaretta elettronica è ok "Aiuta a smettere di fumare"

Il presidente della Società italiana di tabaccologia, Biagio Tinghino non crede alla pericolosità della e-cig e la promuove come un aiuto per smettere di fumare.






La sigaretta elettronica è un'evoluzione rispetto alla sigaretta tradizionale, non è così pericolosa come l'hanno dipinta recentemente e può, invece, essere una "stampella" nella terapia di disintossicazione dal fumo. Lo ha detto Biagio Tinghino, coordinatore del Sert di Monza e presidente della Società italiana di tabaccologia (Sitab), intervenendo al congresso di Federserd in corso a Roma. "Aspettiamo gli studi sulla reale efficacia della e-cig nello smettere di fumare - ha premesso Tinghini - ma diciamo no agli allarmismi sulla sua nocività". L'esperto ha criticato uno studio recente dell'Università di Napoli Federico II, dal quale emergerebbe la pericolosità delle e-cig, sulla base del contenuto in metalli pesanti nel vapore: "è improbabile paragonare il contenuto in metalli pesanti con quello dell'acqua, come fa questo studio. Se lo paragoniamo con quello di tanti alimenti, risulta inferiore o uguale". Ancora, spiega Tinghino, "le emissioni di particolato (polveri sottili), secondo uno studio che ho fatto con l'Università di Perugia e con La Sapienza di Roma, dimostra che il contenuto di Pm10 nelle e-cig è di 50-60 microgrammi per metro cubo, mentre nelle sigarette tradizionali varia da 300 a 900 microgrammi, cioè 10-15 volte di più. La soglia massima consentita nell'aria è di 50 microgrammi, quindi in linea con quello prodotto dalla e-cig". Quanto agli effetti avversi, "finora ne sono stati segnalati 400 ma nessuno di grande significato e soprattutto non comparabili con quelli del fumo". Dunque, "non si può dire che la sigaretta elettronica sia tossica quanto quella tradizionale, e in più può essere utile in un contesto di terapia della dipendenza dal fumo". I tassi di "cessazione" dal fumo, ha reso noto, sono del 3% di chi smette spontaneamente, del 10% con l'ausilio di cerotti o simili, del 30-40% per chi si cura nei centri antifumo. Non c'è la pillola magica,, smettere di fumare non è un evento ma un processo". In Italia, ha detto Tinghini, l'e-cig è stata provata da un milione e mezzo di persone ma solo 500 mila la usano abitualmente. Il fatturato nel 2012 è stato di 350 milioni di euro.

giovedì 24 ottobre 2013

“Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”


Un nuovo studio conferma che le sigarette  elettroniche più "pesanti" liberano solo un terzo  della nicotina di una sigaretta tradizionale.

 Dall'anno prossimo entra in vigore l'imposta di consumo 

al 58,5%: "Il settore che ha creato 6.800

 posti di lavoro in un anno è in standby in attesa 

di capire quale sarà il suo futuro"


















Ho guadagnato 1800 €



E' trascorso un anno e  facendo due conti 

mi sono accorto di aver risparmiato 1800 euro ...

un bel gruzzoletto :



spendevo circa 200 € al mese 

200 x 12 = 2.400 €



spese del kit ( sigaretta elettronica ,

vaporizzatori , liquidi ecc. ecc . )  600 €

2.400- 600 = 1.800 €

Ma questo é il minimo il guadagno é stato soprattutto sulla salute

ho trascorso un inverno senza tosse e catarro , riesco a correre,
far le scale senza affanno ... insomma sto meglio!

Smettere con le sigarette tradizionali non é facile , ma se vuoi aver successo con la sigaretta elettronica devi tagliare completamente con il fumo tradizionale e importi che se proprio vuoi fumare devi svappare!

Per chi fuma parecchio cercate qualche liquido piacevole e partite con un 1,6%  di nicotina , non fate l' errore di usare quelli a zero nicotina , avreste delle crisi di astinenza e ricorrereste alla vecchia sigaretta.

Tenete sempre con voi un flaconcino di liquido, una batteria, un vaporizzatore un caricabatterie di scorta per casi di emergenza questo per non tornare al vecchi pacchetto.

Smettetela di puzzare , fumate in modo nuovo c'é tutto da guadagnare.

                                                        Un Ex fumatore Incallito!

mercoledì 23 ottobre 2013

L'ideale sarebbe respirare l'aria ma ho sbagliato , fumavo ora svapo!

Il boom delle sigarette elettroniche sembra che sia svaporato ..





Tassa sui liquidi e  sull' e-cigarette in ogni suo componente ...
Per chi non fuma é facile dire smettetela , ma per chi ha il vizio non é cosi' facile ...
 é fame chimica ! La nicotina chiama ....
che siano analogiche o elettroniche ... bisogna saziare questa fame.
Ma qualcuno é riuscito a saziarsi tradendo l'amata bionda con l'elettronica , una batteria una resistenza un liquido che si riscalda e come per magia spirali di fumo ....
Lo Stato osserva e si accorge che sempre piu' persone lasciano la bionda di monopolio , prospettandogli un futuro dove  potrebbe risparmiare parecchio sulle patologie polmonari croniche o degenerative e che cosa fa? Invece di incentivare lo strumento per abbandonare la cancerogena .... lo tassano , concretizzano immediatamente un guadagno ma come chi si abbassa per raccogliere il centesimo caduto sottraendo lo sguardo dal milione che si staglia all' orizzonte incorre nello stesso errore guadagna subito decine di milioni di euro ma dovrà spenderne molti di piu' per cure (ossigenoterapia , terapie oncologiche , interventi pneumologici...)





L'ideale sarebbe respirare l'aria ma non l'ho capito , ho sbagliato , fumavo ..ora svapo!




sabato 19 ottobre 2013

Avanti un altro!!!!!

Foto-shock sulle sigarette: via libera
all'unanimità dal Parlamento europeo



La direttiva sul tabacco prevede che immagini e avvertenze coprano il 65% del pacchetto, nella parte alta. Vietate le confezioni "slim" e quelle con meno di 20 sigarette. Salvo a metà l'aroma al mentolo, che sarà fuorilegge solo tra 8 anni   ....

immagini shock dal mondo .... prepariamoci:










che dire? ..... Smettere é la soluzione migliore .... ed io ci sto provando con la sigaretta elettronica ..... 
nessuno é immune non toccherà ad un altro... ... puo' toccare a tutti ....... 
e morto uno .....  Avanti un altro!!!!!